VENEZIA - Si chiamerà la "Biennale della parola -Il dissenso e la pace" la nuova iniziativa di Ca' Giustinian che punta, come è facile intuire, ad allargare l'orizzonte sui momenti di tensione internazionale che caratterizzando questi mesi. Il tutto anche alla luce delle ripetute polemiche sul padiglione della Russia.

Il progetto della Biennale è strettamente legato alla prossima esposizione internazionale d'arte che inizia a maggio e vuole essere un'occasione unica per dialogare soprattutto sui temi della pace e sulle forme di protesta sempre legate alla cultura. Gli incontri si terranno a partire dal 6, 7 e 8 maggio dalle 19 alle 20 nella sala delle colonne. Ed i protagonisti saranno tutti attivi nei vari contesti culturali.

Mercoledì 6 maggio l'ospite sarà Alexander Sokurov, regista e cineasta russo tra i più influenti sulla scena mondiale, noto per opere di forte impegno civile e riflessione storica. Giovedì 7 maggio interverrà Suad Amiry, scrittrice e architetta palestinese, la cui opera intreccia memoria, identità e quotidianità nei territori del conflitto. Venerdì 8 maggio una serata davvero originale visto che interverranno tutti i direttori artistici dei settori della Biennale: Alberto Barbera, direttore artistico del Cinema; Caterina Barbieri, direttrice artistica della Musica; Willem Dafoe, direttore artistico del Teatro; Wayne McGregor, sirettore artistico della Danza; Wang Shu e Lu Wenyu, direttori artistici dell'architettura. C'è poi da ricordare l'arrivo dell'apertura della nuova sede dell'Archivio Storico Centro internazionale della ricerca sulle arti contemporanee all'Arsenale. In questo caso l'appuntamento è lunedì 1 e martedì 2 giugno, con un programma di lectures e performance a cura dei direttori artistici della Biennale (su invito), per poi aprirsi al pubblico mercoledì 3 giugno con un open day dedicato alla visita degli spazi restaurati (su prenotazione). «Qui ci sarà una riflessione trasversale sui linguaggi universali della contemporaneità - spiegano infatti alla Biennale ponendo al centro l'archivio quale spazio dinamico della memoria: una memoria viva, capace non solo di custodire il passato, ma di rinnovarlo continuamente, traghettandolo verso il futuro». Venerdì 5 giugno, sempre alla sala delle Colonne di Ca' Giustinian, torna il ciclo "Biennale della Parola-Letteratura" con un appuntamento dedicato alla presentazione del libro di Giovanni Grasso, "Finché durerà la terra" (Rizzoli, 2026), che sarà spunto di un dialogo tra l'autore e Roberto Papetti, direttore de "Il Gazzettino".