La tentazione, siamo onesti, verrebbe anche al più santo degli automobilisti. Stai lì, in coda per fare rifornimento, l’autoradio magari sta pure dando le ultime notizie sul blocco in Medioriente, ti sale l’ansia, lanci un’occhiata al cartello dei prezzi, la benzina senza piombo sta a 1,77 euro al litro, fai il calcolo a mente di quanto stai per spendere per il pieno, mannaggia-a-Hormuz, ti ricordi, improvvisamente dell’amico di calcetto che ti ha detto che lui ha un “benzinaio fidato” che gli fa sempre prezzi vantaggiosi. Che sei, tu, l’unico pirla che si dissangua, tra l’altro per permettersi il lusso di andare a lavorare?
Non è proprio così (non sei il solo e, anzi, il contrario è assai più probabile: qui i rischi sono concreti e ci arriviamo tra pochissimo), però almeno un pensierino ti scappa. A Roma la guardia di finanza ha appena sequestrato oltre 10mila litri di gasolio non conforme agli standard previsti in almeno tre “pompe bianche”, quelle indipendenti che non hanno un marchio scritto sulla facciata: visto che gli agenti ormai possono fare gli esami immediati sul posto, hanno scoperto che in quei casi il punto di infiammabilità era al di sotto della soglia di legge e che, almeno in una stazione di servizio, nel carburante era presente una quantità di zolfo assai più alta del consentito.










