“Il nostro compito è quello di mantenere la tradizione della cucina italiana in posti che sono a rischio di contaminazioni a causa dell’alto tasso turisti. Il pericolo di abbassare la guardia è molto alto. Bisogna tenere alta l’asticella della qualità anche nelle cose molto semplici. Al nord come al sud. A Venezia come in Campania. E lo faremo anche a Cannes dove abbiamo appena aperto una nuova attività in un beach club, l’Annex, sulla Croisette, in un luogo turisticamente iconico. Proprio di fronte al Carlton. È un luogo unico, molto diverso dal resto dei miei progetti, ma anche lì portiamo la cultura del cibo italiano”.

Gennaro Esposito, chef di La Torre al Saracino, due stelle Michelin, in occasione della presentazione di una collaborazione tra l’Hotel Nani Mocenigo Palace che ospita il ristorante La Bauta gestito dallo chef campano e tra Chantecler Capri, anticipa la nuova apertura e fa il punto su quello che è stato il suo primo anno e mezzo di attività a La Bauta il ristorante del luxury hotel (dimora quattrocentesca nel sestiere Dorsoduro con 32 stanze). “Le collaborazioni artistiche servono a dare forza a tutto il Made in Italy in posti come questo”.

La versione veneziana

Esposito a Venezia è arrivato in punta di piedi. “Ho conosciuto Paolo Caffi e il suo progetto mi è piaciuto fin da subito. Mi piace questa sensazione di casa che è rimasta. Di conseguenza ci siamo regolati nello stesso modo anche nell’impostare la cucina. Dalla moglie di Paolo, Barbara, ho cercato di imparare i segreti dei cicchetti che preparo secondo le ricette del posto. Poi abbiamo tocchi di cucina veneziana contaminati dalla mia cucina mediterranea. Ho imparato a gestire un mondo di verdure locali. E poi abbiamo bigoli e paccheri”. Nella cucina de La Bauta ci sono Raffaele Iasevoli, executive chef e il pastry chef Raffaele Santoro. Le due tradizioni, quella veneziana e quella mediterranea convivono serenamente.