Altro che V8, altro che pick-up che sembrano transatlantici: l’America, quella vera, quella che beve benzina come se fosse acqua di fonte, sta scoprendo le macchinette elettriche.

E lo fa con la grazia di chi è stato costretto a bere tisana dopo una vita di bourbon. I dati che ha appena sputato fuori Cox Automotive parlano chiaro: a marzo le vendite di veicoli elettrici nuovi sono schizzate del 20,2% rispetto a febbraio. Ottantaduemila e rotti pezzi, il 5,9% del totale. Roba da niente, si dirà, se non fosse che febbraio era stato un mese da piangere e che la benzina, nel frattempo, ha deciso di fare la primadonna. Prezzi alti, portafogli magri, e all’improvviso anche il cowboy con il cappello da baseball e la bandiera confederata sul parafango si ritrova a guardare con tenerezza una Tesla Model Y usata.

Perché sì, anche il mercato dell’usato elettrico è esploso: +53,9% sul mese, +27,7% sull’anno. Quarantaduemila e rotti esemplari, quota di mercato al 2,5%. Tesla continua a fare il leone (41mila nuove, 15mila usate), ma la sua fetta si sta sbriciolando: dal 56% di febbraio al 49,7% di marzo. Segno che il fenomeno non è più roba da hipster californiani o da tech-bro di Austin. È diventato popolare.