Il grido d’allarme arriva da Transport & Environment, organizzazione indipendente europea salita alla ribalta con il «dieselgate», in prima linea nella sua battaglia per la decarbonizzazione della mobilità. In un appello lanciato alla Commissione europea, sostiene che gli accordi commerciali e tariffari recentemente raggiunti tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti comprendano una clausola «pericolosa» per le nostre strade, perché prevedono l’intenzione di «accettare e riconoscere reciprocamente gli standard per le automobili». Questo, secondo l’ente, significherebbe favorire la diffusione anche nel nostro continente di Suv e pickup americani, che rispondono a standard meno rigorosi in fatto di sicurezza ed emissioni rispetto a quelli europei. L’accordo consentirebbe di ridurre il prezzo di un pickup della gamma RAM — marchio del gruppo Stellantis — di circa 6 mila euro, accrescendone le vendite a scapito dell’incolumità degli altri automobilisti e, soprattutto, dei pedoni.
Toyota Hilux
Mercato in crescita
Al di là dei toni allarmistici di Transport & Environment, la cui influenza sulle recenti decisioni di Bruxelles è stata spesso determinante, alcuni numeri evidenziano come negli ultimi anni, nonostante le norme restrittive (in Italia questi veicoli sono equiparati ad autocarri), si sia assistito a una maggiore diffusione dei pickup. T&E sottolinea come già nel 2024 siano stati venduti in Europa circa 7 mila «giganti» made in Usa, in maggior parte Ram (dei quali circolerebbero sulle strade europee circa 25 mila unità), omologati come esemplari unici perché non rispondenti ai nostri standard di sicurezza ed emissioni. Una crescita significativa ha riguardato anche modelli di altri costruttori, come il Ford F-150, il GMC Sierra 1500 e lo Chevrolet Silverado, le cui importazioni complessive sono decuplicate tra il 2019 e il ’24.







