La situazione della guerra in Libano si intreccia con dinamiche regionali più ampie, con grande incertezza sul futuro dell’area. Il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, ha sottolineato come “la pace in Libano sia fondamentale per i negoziati di pace con l’Iran”, evidenziando il ruolo strategico del Paese dei Cedri in un equilibrio mediorientale già fortemente instabile. La dichiarazione, riportata dal quotidiano L'Orient Le Jour, ribadisce inoltre la posizione del Pakistan secondo cui il Libano “rimane parte dell’attuale cessate il fuoco”, entrato in vigore lo scorso 8 aprile tra Teheran e Usa ma contestato da Israele. Sul piano diplomatico, resta incerta la possibilità di un dialogo diretto tra Beirut e Tel Aviv. Dopo un post del presidente statunitense Donald Trump che ipotizzava un colloquio tra i leader dei due Paesi, un funzionario libanese – rimasto anonimo – ha dichiarato all’Associated Press che non esistono “informazioni” su contatti di alto livello imminenti. Tuttavia, secondo quanto riferito dal The Times of Israel, il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe parlare oggi con il presidente libanese Joseph Aoun, segnale di un possibile riavvicinamento, almeno sul piano formale.