L'Iran minaccia di bloccare il Mar Rosso, cosa significa? Lo stretto Bab el-Mandeb (snodo cruciale) e il rischio escalation
Le conseguenze di un’interruzione sarebbero immediate e profonde. Attraverso questo stretto passa una quota significativa del commercio mondiale, in particolare petrolio e gas provenienti dal Golfo Persico diretti verso l’Europa
mercoledì 15 aprile 2026 di Marta Giusti
L'esercito iraniano ha rilanciato la minaccia di bloccare il traffico commerciale nel Mar Rosso se gli Stati Uniti dovessero continuare il blocco navale contro i suoi porti, avvertendo che la situazione potrebbe compromettere il cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile. Secondo il generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il mantenimento delle restrizioni e la creazione di «insicurezza per le navi mercantili e le petroliere iraniane» costituirebbero «il preludio» alla rottura della tregua. In risposta, ha aggiunto il generale, le cui dichiarazioni sono state riportate dalla tv di Stato, Teheran potrebbe reagire bloccando i traffici marittimi lungo le principali rotte della regione. «Le potenti forze armate della Repubblica islamica non permetteranno alcuna esportazione o importazione nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman o nel Mar Rosso», ha avvertito. In particolare il riferimento è allo stretto di Bab el-Mandeb che rappresenta uno dei punti nevralgici del commercio globale, un passaggio obbligato che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano e, attraverso il Canale di Suez, l’Europa all’Asia. È proprio da questa centralità strategica che si comprende la portata delle dichiarazioni: la minaccia di un blocco in quest’area non è solo un fatto militare, ma un potenziale shock sistemico per l’economia mondiale.














