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15 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:44
Chiuso lo Stretto di Hormuz, dalla guerra prima e dal blocco navale di Donald Trump poi, il presidente americano annuncia un possibile nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran “nei prossimi due giorni”. Ma a muoversi sono i Paesi europei, che hanno allo studio un piano per creare una coalizione internazionale con l’obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto, cruciale per il commercio e l’economia globali, una volta terminato il conflitto iraniano. Tutto questo senza il coinvolgimento diretto di Washington. La rivelazione arriva dal Wall Street Journal: l’iniziativa, promossa da Regno Unito e Francia– che hanno respinto l’appello di Trump a partecipare attivamente alla guerra con Teheran – prevede una missione difensiva con operazioni di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le “parti belligeranti”, ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. Al centro la ripresa del traffico commerciale nello stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il piano, scrive il quotidiano finanziario, potrebbe coinvolgere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma dotata di importanti capacità, in particolare nel campo dello sminamento. Secondo fonti diplomatiche, un primo confronto internazionale è previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer venerdì 17 aprile, alla quale Washington non parteciperà. Restano tuttavia divergenze tra gli alleati europei: Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il piano si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari.















