LIDO DI VENEZIA - Sei piante di viole sono state sradicate e portate via dalla tomba di Leo. Un furto odioso e inqualificabile, tanto modesto dal punto di vista economico, quanto grave perché colpisce l'affetto, il ricordo e aggiunge altro dolore a chi lo subisce. Il furto si è verificato, purtroppo, al cimitero di Malamocco al Lido, in via Teodato Ipato. Un affronto per la memoria e il ricordo di Leonardo Angiolin, il giovane lidense morto, nell'ottobre 2010, più di quindici anni fa, per un tragico schianto in moto. Leonardo aveva 18 anni. A segnalare il furto è stata Norina Vianello, mamma di Leonardo, che con un post sui social ha condiviso tutta la sua amarezza. Norina quotidianamente si reca in cimitero, si prende cura del posto, con amore, cercando di coltivare almeno il ricordo di Leonardo e di abbellire, per quanto possibile, il luogo, con fiori e ricordi che richiamino le passioni e gli oggetti che ripercorrono le passioni e il carattere del figlio. Non solo da questo enorme dolore Norina ha trovato la forza di dedicarsi agli altri, fondando, insieme alle sue sorelle, zie di Leonardo e al marito, un'associazione "Un Sorriso per Leo" che aiuta chi ha più bisogno. Ecco perché il furto, per quello che simboleggia e percé ha colpito una persona che non c'è più, a lei fa ancora più male.
«Rubati i fiori dalla tomba di mio figlio», l’amarezza della mamma di Leo Angiolin, morto a 18 anni: chi è stato restituisca le violette
LIDO DI VENEZIA - Sei piante di viole sono state sradicate e portate via dalla tomba di Leo. Un furto odioso e inqualificabile, tanto modesto dal punto di vista economico, quanto grave...






