PORDENONE - Prima la rabbia e lo sconcerto, poi una sorpresa che lascia senza parole proprio nel giorno in cui il dolore si fa più vivo e presente. Al cimitero di Torre si è consumato un giallo che ha scosso profondamente Sonia e la sua famiglia, residenti storici del quartiere, passati in poche ore dal sospetto di un furto sacrilego al sollievo di un ritrovamento che definire inspiegabile è davvero poco. Tutto ha origine da un post su Facebook, un grido di dolore affidato alla rete. «Ormai non rubano solo i fiori, ma anche le lapidi: è successo a quella di mio padre», scriveva ieri pomeriggio Sonia, incredula di fronte al vuoto lasciato dalla lastra marmorea del defunto padre.

I fatti dicono che l’ultima visita risaliva alla festa del papà, lo scorso 19 marzo. Non per mancanza d’affetto, sia chiaro, ma per l’esatto contrario: per quella ferita che ogni volta si riapre e che rende molto difficile varcare i cancelli del camposanto cittadino. In quell’occasione il marmo era regolarmente al suo posto. Poi domenica 10 maggio la scoperta che non ti aspetti: la parete era nuda. Al posto del ricordo marmoreo un gesto che aggiungeva mistero al dolore: la foto del genitore era stata appoggiata con cura a terra, fermata semplicemente da un sasso per evitare che il vento la portasse via. Sonia, comprensibilmente turbata, si è rivolta subito al guardiano per chiedere spiegazioni, cercando di capire se vi fossero lavori in corso. L’uomo però, non sapendo nulla di eventuali interventi programmati, le ha suggerito di sporgere denuncia, ritenendo probabile l’ipotesi di un furto o di un atto di vandalismo. La donna si era già mossa di conseguenza, contattando un avvocato e preparando le carte, sentendosi violata in quello che è il simbolo della memoria familiare.