Luigi Viola era emozionato quando nel padiglione della Regione Calabria hanno scelto il suo ultimo vino da abbinare a un risotto cucinato dallo chef Francesco Mazzei, cuoco calabrese di stanza a Londra. Lui, nato a Saracena nel 1941, è stato insegnante elementare fino al 1998. Alla fine degli Anni Settanta aveva ereditato un vigneto di 4 ettari dal nonno Saverio. “In famiglia abbiamo sempre fatto vino - ricorda - e in quella vigna c’erano viti di Guarnaccia, Malvasia, Moscato e anche la Doraca di Saracena (che dà un’uva simile allo Zibibbo, ndr)”. Detto questo, Luigi è combattuto fra il mestiere di insegnante e quello di viticoltore che ha sempre seguito per passione. Dopodiché il salto alla bottiglia da mettere sul mercato con una rarità: il Moscato di Saracena che nel 1999 viene venduto al pubblico.

“Ormai si stava perdendo la tradizione - racconta Luigi - e i miei paesani mi prendevano per matto a scommettere su un vino che era fatto solo per uso famigliare. Oggi tra i produttori sono almeno cinque quelli che trovano soddisfazione con questo vino”. Una vittoria. Ma c’era anche un secondo vino della memoria che portava il nome il nome di Raspato, che Luigi ha chiamato “Vino del Preside” dedicato al fratello Aldo che era preside di liceo. Il nome Raspato deriva dall’uso di mettere nelle botti una manciata di raspi che durante la fermentazione cedono tannino. Ma il procedimento prevede che il mosto della Guarnaccia e della Malvasia venga sottoposto a una leggera bollitura; e quando poi passa nelle botti si inseriscono i raspi e gli acini interi di Moscato e di Doraca per ottenere un vino secco frutto della tecnica del macerato che dà profumo.