Il vino giusto: come comunicarlo? A Slow Wine Fair di Bologna, nello spazio della regione Calabria, l’ultima giornata si chiude con una domanda che va oltre la degustazione. Raccontare il vino oggi significa ridefinire linguaggi, valori e responsabilità.

Non basta più la bottiglia, non basta più il punteggio. Serve una narrazione capace di tenere insieme territorio, etica, mercato e nuove sensibilità del pubblico. A introdurre l’incontro è Vincenzo Alvaro di Slow Food Calabria, che ricostruisce il senso del lavoro fatto in fiera: “Abbiamo portato a Bologna le aziende del comparto vino della nostra regione raccontando il fermento calabrese. I giovani, le donne, le aree interne. E volevamo chiudere chiedendoci come comunicare il vino giusto, soprattutto quando si arriva da una dimensione territoriale piccola e di nicchia, che deve ancora conquistare i grandi canali della comunicazione”.

Il ritardo esiste, ammette Alvaro, ed è figlio di anni in cui la narrazione non ha accompagnato la crescita del settore. “Per questo abbiamo coinvolto guide, social media, ristorazione di alta fascia. Per capire insieme come ampliare il discorso e raccontare non solo la bontà dei vini, ma tutto ciò che ruota attorno alla loro produzione”.