“Alla nostra!”, esordisce Tonino dopo aver offerto un bicchiere di vino a chi entra. Con fare bonario e burbero al tempo stesso, poche parole e sorriso accogliente allunga i “dodici a litro”, piccoli bicchieri da vino della tradizione calabrese che fungono, ancora adesso, da dose e misura: da un litro di vino dodici bicchieri. Uno anche per lui, un solo sorso, un brindisi di benvenuto. Tutto “Al Ritrovo”, trattoria che più rustica non si può, ruota intorno a questo omone, oste nato e da trenta anni ai fornelli; ruota intorno a lui e alla sua cucina, genuina nel vero senso della parola. Dal primo saluto ai sapori della tavola, la sensazione è di essere arrivati a casa di chi ti stava aspettando con la pignatta sul fuoco.

I "pipi e patate" di Tonino

Bisogna arrivare fin qui, in questa osteria nascosta in un vicolo di Nocera Terinese, 4470 abitanti tra le case arroccate su una collina, ma a pochi chilometri dal mare, per fare un vero viaggio nel tempo, e scoprire l’essenza di una trattoria meridionale. Un’essenza rimasta intatta, e che, vivendola, fa nascere un pensiero venato di nostalgia: un tempo tutte le osterie erano così. Quindi amiamo, salvaguardiamo e valorizziamo le poche rimaste, come questa. Se poche sono le parole di Tonino, ancora meno sono gli orpelli nella sala che si apre però su una terrazza panoramica affacciata sulla piccola valle di un insolito verde nel caldo estivo della Calabria. “Che mangiamo”, chiede Tonino. “Cosa possiamo scegliere?” – “Quello che c’è”. E non sembri una risposta scortese, ma solo la schiettezza di chi dosa le parole con parsimonia ma le condisce con saporita cordialità.