MESTRE - Nel novembre scorso l'invio del fascicolo in Procura, come notizia di reato. Ed ora è scattata l'ordinanza "di rimessa in pristino" che significa lo smantellamento della moschea nel capannone di via Linghindal 6 per riportarlo al sua destinazione originaria, cioé commerciale. Non si ferma dunque il giro di vite del Comune nei confronti degli spazi trasformati in luoghi di culto, passando attraverso l'improbabile definizione di "centro culturale". E, alla luce dell'accertamento delle opere edilizie abusive, l'ordinanza emessa dallo Sportello Unico Edilizia intima ora, entro novanta giorni, di riportare l'immobile all'uso precedente.
La moschea "Bai Tul Mamor" si trova nello spazio che un tempo era occupato dalla concessionaria di Land Rover "AutoMestre" (fino al 2010 circa), poi rimasto vuoto per qualche anno e in seguito trasformato poi nel bazar "Venezia Orientale", quindi in un ristorante cinese e, infine, preso in affitto dal 2022 dalla comunità bengalese che ha aperto questo "centro culturale" il quale, secondo le indagini compiute dalla Polizia locale, è stato trasformato in un luogo di preghiera. Luogo di preghiera che - tolto ora il campo all'aperto nell'ex segheria di via Giustizia - è il più grande della città in un locale chiuso. Qui è stato celebrato l'ultimo saluto a Samad Miah, il bambino di 11 anni che ha perso la vita il 14 agosto scorso nel lago di Molveno, in Trentino, durante una gita con la famiglia, e negli anni precedenti altri funerali che hanno profondamente segnato la comunità bengalese residente in città e che, ogni venerdì e nelle feste islamiche come quella di fine Ramadan, si raduna in via Linghindal con centinaia e centinaia di fedeli che arrivano a piedi e in bicicletta praticamente da mezza città. E sempre lì, a pochi metri di distanza, si è tra l'altro trasferito anche un altro gruppo islamico dei bengalesi: il "Centro culturale La Pace" che, scaduto il contratto in un capannone di via Paganello (in fondo a via Torino), ha preso in affitto dall'agosto scorso il piano superiore della maxi cartoleria Pacinotti.






