PADOVA - La parola "fine" sulla controversia legata alla moschea di via Turazza stavolta sembra scritta. Dopo un lungo braccio di ferro tra l'amministrazione comunale, l'associazione culturale Al-Hikmah e soprattutto con la pressione delle proteste di un gruppo di residenti e della Lega, il luogo di culto si prepara al trasferimento dalla Stanga alla zona industriale. Mancano solo le firme sui contratti, ma la nuova casa dei fedeli sarà in via Uruguay, un'area che Palazzo Moroni aveva indicato già da tempo come idonea per ospitare la moschea.
La vicenda affonda le radici in una serie di irregolarità urbanistiche, prima che nelle proteste. I locali, originariamente accatastati come negozio, erano stati trasformati di fatto in una moschea senza alcuna autorizzazione. E dopo vari avvisi da parte degli agenti della polizia locale, sono arrivate le prescrizioni. Dal verbale di luglio 2025 emerge come, in virtù della destinazione d'uso, quei locali non potessero essere utilizzati come luogo di culto. Scatta l'ordine di demolizione di tutte le opere abusive realizzate all'interno.
Nonostante l'ordinanza dello scorso novembre però, i residenti avevano continuato a segnalare un viavai di fedeli. Le relazioni della polizia locale, frutto di sopralluoghi effettuati tra agosto e ottobre, parlavano chiaro: cartelli in arabo con la scritta "moschea", pavimentazione in moquette, scaffali per le scarpe e bacheche con avvisi religiosi. Elementi inequivocabili di un cambio di destinazione d'uso mai autorizzato in una zona classificata come "Zto B2", ovvero area residenziale a media densità, dove non sono ammesse attrezzature per servizi religiosi.






