PADOVA - La moschea della Stanga è abusiva. Dopo gli esposti della Lega, sono intervenuti agenti della polizia locale e tecnici comunali in via Turazza 17, che hanno quindi fatto partire un procedimento amministrativo dopo aver confermato l'abuso edilizio. La giunta Giordani però ora vuole approfittare di questa situazione per regolarizzare i luoghi di preghiera islamica, iniziando un dialogo con la numerosa comunità presente a Padova, trovando insieme una soluzione per evitare la segretezza e aggirare in qualche modo la legge regionale, origine di tutta la vicenda. L'unica però sarebbe quella di acquistare un terreno o una struttura e poi ottenere (dal Comune) il via libera alla destinazione urbanistica a servizi religiosi per il culto e attività culturali e sociali. Perchè in via Turazza tutto si può fare, tranne pregare.

Tutto è iniziato con le denunce e gli esposti della Lega, che hanno quindi costretto l'amministrazione ad intervenire. Prima l'ex vicesindaca e ora capogruppo del Carroccio Eleonora Mosco, poi l'europarlamentare Anna Maria Cisint hanno diffidato il sindaco Sergio Giordani affinché intervenisse alla Stanga, dove però si prega dal 2012.

«La cosiddetta “legge anti-moschee” rende di fatto molto complicato poter insediare luoghi di incontro e preghiera nel contesto urbano - spiega l'assessore all'edilizia privata, Antonio Bressa -. Una norma che è una peculiarità della Regione Veneto e che rischia di relegare alla clandestinità chi vuole esercitare il proprio personale diritto di libertà di culto, imponendo la necessità per chi vuole incontrarsi con finalità religiose di acquisire un'intera area da convertire urbanisticamente a luogo di culto».