No, decisamente Donald Trump non ci aiuta (e nemmeno si aiuta) se si mette a sparare a palle incatenate contro il Papa. Il paradosso è che in questo modo il Presidente Usa rende più deboli le sue ragioni (che non sono affatto poche o fragili come ritengono i suoi odiatori ossessivi) e invece rende più forti i suoi nemici. Pure all’interno delle Mura Vaticane, le sortite scomposte di Trump rappresentano un balsamo, un ricostituente per i bergogliani, per l’area di Sant’Egidio, per la Cei di Zuppi, tutti mondi dai quali era lecito sperare che Papa Leone - pur senza strappi evidenti, senza smentire platealmente il predecessore, senza polemiche pubbliche - prendesse tuttavia le distanze. E invece proprio le chiassate di Trump rischiano di rivelarsi controproducenti. Di più: comportandosi così, il Presidente Usa rende la vita sempre più difficile ai leader politici conservatori che, in giro per il mondo, hanno fatto la scommessa (saggia e doverosa, per quanto impopolare) di dialogare con lui. Le regole della politica hanno una loro geometria: bisognerebbe sempre compattare gli amici e disarticolare i nemici. Trump riesce spesso nel «capolavoro» opposto: disorienta gli amici e aiuta i nemici a solidificarsi e irrobustirsi. Ed è un vero peccato, perché stavolta, come vi spiega con rigore intellettuale il nostro Federico Punzi, Trump ha molti buoni argomenti.
Capezzone: i torti e le ragioni di Donald Trump
No, decisamente Donald Trump non ci aiuta (e nemmeno si aiuta) se si mette a sparare a palle incatenate contro il Papa. Il paradosso è che in q...













