SACILE (PORDENONE) - Mancano medici di medicina generale. Non è una novità. Lo è invece il curioso risiko innescato dal pensionamento-non pensionamento di alcuni professionisti locali. Uno dei più apprezzati medici di famiglia sacilesi, il dottor Placido Fundarò, salutato pochi mesi fa perché pronto per la pensione, si scopre invece «al lavoro più di prima». Fundarò si è infatti piazzato al primo posto della graduatoria voluta da Asfo con un bando deciso per coprire le cosiddette zone carenti. Contratti particolari per situazioni particolari. Sul piatto c'erano Fontanafredda, Brugnera e Cordovado. «Ho scelto quella più vicina, quindi da martedì prossimo sarò in servizio nell'ambulatorio di cure primarie di viale Del Parco 1 a Fontanafredda». Come spiega il noto camice bianco «si tratta di una convenzione che avrà la durata di 6 mesi, sulla carta non rinnovabile, poi chissà». Come a dire «se c'è la necessità...».

Fundarò, dopo essere andato in pensione, aveva in realtà già accettato l'incarico «in una struttura per anziani di Gruaro, in Veneto. Questo perché lì da loro il meccanismo è diverso. Esiste un ristretto numero di professionisti che può operare nelle Rsa, nelle Case di riposo e le altre strutture residenziali. A ognuno viene attribuito un determinato numero di ospiti». Non bastasse, per mantenersi in forma Fundarò possiede ancora lo studio in Campo Marzio: «Sì, per le piccole cose, i certificati sportivi, cose così». Dunque il medico sacilese riceverà a Fontanafredda. A Brugnera andrà il dottor Ernesto D'Adamo e a Cordovado il dottor Rosario Magazzù. Due i camici bianchi che vanno a riposo, poi si vedrà se definitivamente o meno: Filippo D'Adamo e Marciano Manfè. Gli ex assistiti di quest'ultimo slittano a uno dei due omonimi, Ernesto D'Adamo, mentre il sacilese Fundarò eredita quelli dell'altro D'Adamo, Filippo.