dalla nostra inviata
SAN MARTINO BUON ALBERGO (VERONA) - Hanno lasciato la Liga Veneta e i Fratelli d’Italia per arrivare fin qua, alla Pedavena di San Martino Buon Albergo, una manciata di chilometri da Verona. Boccali di birra, altro che calici di bollicine: quelli stanno un casello autostradale più in là, al Vinitaly che sarà inaugurato da cinque ministri del governo Meloni. Invece i delusi dal centrodestra, «perché non è abbastanza di destra», aspettano l’europarlamentare che doveva «vannaccizzare la Lega» per chiedergli di «vannaccizzare il Nordest» con Futuro Nazionale. Roberto Vannacci arriva un po’ in ritardo, trattenuto da un centinaio di imprenditori alla fonderia Fab di Vicenza, ma non delude le attese di chi sta in coda ai banchetti per compilare il modulo e versare i 10 euro: «In 40 giorni di iscrizione, siamo a 23.000 tesserati e più di 500 comitati costituenti in tutta Italia, di cui 52 in Veneto, 15 in Friuli Venezia Giulia e 7 in Trentino Alto Adige. La crescita è esponenziale, per cui a partire dal 2027 parteciperemo sia alle Politiche che alle Amministrative».
Fra tavolate e tricolori, la platea non voleva sentire altro. «Dobbiamo arrivare alle istituzioni per raddrizzare il mondo che è al contrario», chiama la carica Guido Giacometti, padovano di origine e vicentino di adozione, coordinatore triveneto del nuovo partito. «Bisogna rovesciare la situazione ce ci sta portando progressivamente verso la decadenza e il degrado», rincara la dose Stefano Valdegamberi, cimbro della Lessinia ufficialmente passato al gruppo Misto in Consiglio regionale, qui responsabile degli enti locali. Il discorso di Vannacci dura un quarto d’ora, al lordo della protesta attuata dagli attivisti della Rete Tumulto Pride «contro chi ospita personaggi omofobi, razzisti e sessisti». Il generale li provoca: «Volevano boicottare questo evento, ce l’hanno fatta, si vede infatti che non c’è nessuno: siete solo in mille...». L’iperbolico Valdegamberi sostiene che siano addirittura 1.600, «calcolati con i droni di un amico», ma comunque tanti quando si tratta di fischiare il gruppetto che con un flauto prova a interrompere il comizio e viene poi allontanato dalle forze dell’ordine. Sono attimi di tensione, ma Vannacci sceglie l’ironia: «Eccoli, sono arrivati i “fru-fru”, lo sapete cosa faranno adesso? Intoneranno “Bella ciao”, perché più di quello non riescono a fare. Sono venuti qua per disturbare, non per proporre qualcosa, perché si basano sulla negazione delle libertà: di dire, di essere e di possedere. Ma io dico che le idee non si combattono con la censura ma con le argomentazioni, perché le opinioni non costituiscono mai un reato. E aggiungo che la mia casa è sacra, quindi se ci entri sei tu che rinunci al tuo diritto alla vita, mentre io non rinuncerò mai al mio sacrosanto diritto di difendermi». Boato.






