VENEZIA - Era lo scorso 12 marzo, quando Luca Zaia diceva: «È inaccettabile non solo che 22 Paesi europei chiedano l’estromissione della Russia, ma anche che la Commissione Ue minacci il taglio dei fondi». Un mese dopo, l’avvertimento è stato formalizzato attraverso la lettera spedita da Bruxelles e recapitata a Venezia, tuttavia il presidente dell’assemblea legislativa del Veneto (ed ex componente del Consiglio di amministrazione della Biennale) resta convinto che debba e possa essere trovata una soluzione: «Quelle che erano nubi all’orizzonte, si sono trasformate in un temporale, ma la mia filosofia è che dopo la pioggia viene sempre il sereno».

Anche se in ballo c’è un’accusa grave, qual è la violazione delle sanzioni?

«Ho avuto modo di leggere la lettera dell’Agenzia europea, è molto puntuale nei riferimenti normativi, ma la definirei un warning. Dice appunto: attenzione, state entrando in un territorio non mappato. Prendo atto che a Bruxelles ci sono legali che passano le giornate a leggere le carte. Evidentemente il problema principale del conflitto russo-ucraino è la Biennale di Venezia. In un mondo sull’orlo della Terza guerra mondiale, con 60 focolai accesi e bimbi che muoiono da Gaza all’Iran, vedo uno zelo encomiabile...».