C’è anche “Mr Luca Zaia” fra i destinatari della lettera inviata alla Biennale di Venezia, e firmata dai 22 ministri europei, contro la partecipazione della Russia alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte. In realtà il presidente del Consiglio regionale del Veneto non fa più parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione: dopo le elezioni, nel “board of directors” siede il nuovo governatore Alberto Stefani. Ma al di là della forma, la sostanza della sua reazione non cambia: «La posizione di quei Paesi e, ancora peggio, della Commissione Ue, è inaccettabile», dice il leghista.

Biennale, Giuli sul padiglione della Russia: «Rispetto la scelta, ma l'arte non è libera quando c'è autocrazia». Buttafuoco: noi autonomi, niente censure

Perché?

«Vorrei fare una premessa. Qui non si tratta di difendere la causa russa o quella ucraina. La situazione è sufficientemente cristallizzata per capire che i russi sono gli aggressori e gli ucraini sono gli aggrediti. Tutte le guerre hanno un inizio e una fine, con una durata inversamente proporzionale all’intensità dell’azione diplomatica. Non a caso Ernest Hemingway diceva che guerra è contesto in cui gli uomini peggiori mandano a morire gli uomini migliori».