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Entrambi puntano a fare il grande salto. In gioco anche le loro ambizioni politiche
Da una parte JD Vance, 41 anni, l’ex marine (senza ruoli da combattimento) che aspira alla presidenza degli Stati Uniti ma non ha ancora mai tentato la fatidica corsa. Dall’altra Mohammad Ghalibaf, 64 anni, l’ex pasdaran (soprannominato «il picchiatore» per essersi vantato di aver usato il manganello nella repressione del 1999) che aspira anche lui alla presidenza, ma del suo Iran, dopo averci provato quattro volte senza mai riuscirci. Sono loro le pedine di punta delle due potenze in conflitto, gli «ambasciatori» designati a trattare la pace ma soprattutto a impedire che i rispettivi Paesi perdano la guerra. La trattativa che si è aperta in Pakistan potrebbe essere per il vicepresidente americano e il presidente del Parlamento iraniano un trampolino di lancio verso traguardi ancora più ambiziosi oppure il preludio della loro parabola. La posta in gioco nazionale è alta, ma quella personale lo è ancora di più.







