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L'endorsement della vedova di Charlie Kirk al numero due della Casa Bianca arriva in un momento di forti tensioni nella galassia Maga
Negli Stati Uniti il mondo conservatore comincia a guardare al dopo Trump. Mentre si moltiplicano i segnali di malcontento tra i simpatizzanti del partito repubblicano rispetto all'agenda del presidente Usa - troppa politica estera e poca attenzione ai temi economici bread and butter, a cominciare dal costo della vita, accusano gli elettori del Gop - Erika Kirk, moglie del fondatore del movimento Turning Point Usa assassinato lo scorso 10 settembre, ha espresso il suo pieno sostegno a J.D. Vance. "Faremo in modo che il miglior amico di mio marito, J.D. Vance, sia eletto 48mo presidente nel modo più schiacciante possibile", ha detto Kirk giovedì sera a Phoenix nel corso del primo grande evento di Turning Point Usa dalla morte del marito.
L'endorsement della vedova 36enne, che di recente aveva anticipato che il sostegno al vice presidente era "in lavorazione", è stato accolto dagli applausi dei partecipanti al raduno politico - Vance non ha comunque ancora annunciato ufficialmente i suoi piani per il 2028 - e sollevato perplessità tra gli utenti dei social media pronti a scatenare nuove illazioni sulla vicinanza tra l'ex Miss Arizona e il numero 2 della Casa Bianca. Ad alimentare i rumors più spietati le foto di un loro caloroso abbraccio e gli scatti di Usha Vance senza la fede al dito.










