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Nel mirino dell'amministrazione Usa anche George Soros. Il vicepresidente J.D. Vance: "Se vedete qualcuno che festeggia per la morte di Kirk chiamate il suo datore di lavoro"

Dopo il lutto, la vendetta. È questa l'aria che si respira alla Casa Bianca a poco meno di una settimana dall'uccisione dell'attivista MAGA Charlie Kirk. Mentre proseguono le indagini sul movente di Tyler Robinson, il sospetto assassino dell'influencer conservatore, il presidente Donald Trump e i suoi principali consiglieri puntano il dito contro la radicalizzazione a sinistra del presunto killer. Una conclusione non del tutto acclarata dagli investigatori ma su cui, come riporta il Wall Street Journal, la squadra del tycoon intende fare leva per fruttare l'indignazione popolare e attrarre i giovani elettori in vista delle consultazioni di midterm dell'anno prossimo.

L'amministrazione repubblicana starebbe infatti valutando una serie di azioni esecutive per colpire le organizzazioni liberal. Tra le iniziative allo studio, riporta il quotidiano Usa, figurano la revisione dell'esenzione fiscale per le organizzazioni non profit di sinistra e l'imposizione di leggi anticorruzione. Misure che potrebbero cominciare ad essere implementate già questa settimana. Nel concreto, nella rete del governo federale potrebbero finire gli autori degli attacchi agli showroom Tesla e alle forze dell'ordine impegnate nelle espulsioni di immigrati e persino George Soros, quest'ultimo menzionato esplicitamente da The Donald.