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Nella destra americana si agitano due forze contrapposte. JD Vance e Bannon per chiudere

Nella volontà di Donald Trump di accelerare le trattative con la Russia arrivando in tempi brevi a un cessate il fuoco e, nel suo auspicio, a una pace duratura, gioca un ruolo preminente il fronte interno americano. Già durante la campagna elettorale Trump si era speso in prima persona sostenendo che avrebbe posto fine alla guerra in Ucraina in meno di ventiquattr'ore, salvo poi scontrarsi con la difficoltà della trattativa con Putin. L'incontro di persona tra i due leader in Alaska fa pensare si sia arrivati a un punto di svolta ed è quanto chiede il movimento Maga (Make America Great Again) e i suoi principali ideologici.

In prima linea a condurre le trattative in questi mesi per gli Stati Uniti c'è stato l'inviato speciale Steven Witkoff che ha incontrato pochi giorni fa Putin per definire gli ultimi dettagli in vista dell'incontro in Alaska. Trump si fida molto di lui che ricopre l'incarico di inviato speciale in Medioriente. Un ruolo fondamentale nelle trattative lo ha avuto ovviamente Marco Rubio, il Segretario di Stato che ha incontrato l'omologo russo Sergej Lavrov ma è il mondo intellettuale legato al vicepresidente JD Vance a spingere per arrivare a un cessate il fuoco. Non a caso varie di queste figure hanno legami con l'Ungheria di Orbán, da Rod Dreher a Gladden Pappin. Tra i più ardui sostenitori di un accordo con la Russia ci sono l'ex anchorman di Fox Tucker Carlson (che ha perso parte del proprio peso dopo la guerra tra Israele e Iran) e figure come Charlie Kirk, il giovane fondatore di Turning Point America. La linea più oltranzista è quella di Steve Bannon mentre va tenuto in forte considerazione il movimento National Conservatism di Yoram Hazony (molto legato a JD Vance) che dal 2 al 4 settembre terrà a Washington DC un'importante conferenza a cui parteciperà anche la direttrice dell'Intelligence Tulsi Gabbard invocando scelte a favore dell'interesse nazionale americano.