«Come sanno bene Agcom e Rai, Porta a Porta ha sempre fatto, dalle origini, della par condicio costantemente la sua forse stupida religione». Ha risposto così, lapidario, Bruno Vespa agli attacchi degli esponenti del Pd dopo la discussione avvenuta durante la puntata di giovedì 9 aprile con il deputato dem Giuseppe Provenzano. Lo sappiamo tutti, i dati non mentono. E, in questo caso, sono inequivocabilmente dalla parte del giornalista. Non è un caso che la Rai, a differenza dei principali network privati, sia stata l’unica a non ricevere richiami dall’Agcom per il rispetto della par condicio durante le settimane precedenti al referendum. Se fra il 12 e il 28 febbraio 2026 erano state La7 e Nove ad essere riprese, fra l’8 e il 14 marzo a finire sotto la lente d’ingrandimento erano state Rete 4 e di nuovo Nove.
E in casa Vespa? Le rilevazioni Agcom sui programmi “extra-tg” di Rai 1 (che comprendono Anteprima di Porta a Porta, 5 Minuti, Porta a Porta e anche il programma condotto da Francesco Giorgino XXI Secolo) mostrano grande equilibrio tra lo spazio concesso al Sì e al No. Nello specifico, nella settimana prima del voto i sostenitori della riforma hanno avuto a disposizione il 51,89% del tempo di parola contro il 48,11% del No. Leggermente più sbilanciati i sette giorni precedenti con il 56,02% dello spazio in favore del Sì contro il 43,98% del No.













