Roma, 10 apr. (askanews) – Scoppia il caso Vespa. E’ mattina quando il Pd decide di andare all’attacco dopo lo scontro Tv, ieri a Porta a Porta, tra il conduttore con il responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano. “Toni inaccettabili”, segnalano i dem che chiedono ai vertici dell’azienda di prendere le “distanze”. Cui segue, qualche ora dopo, la replica piccata di Bruno Vespa: “da Provenzano la più grave offesa, io sempre corretto”. Nel frattempo si scatenano le ‘tifoserie’ politiche con Giovanni Donzelli in prima fila, cui si aggiungono i commenti del sindacato interno: Usigrai vs Unirai (quest’ultimo nato a un anno dall’insediamento del governo Meloni).
Tornando al salotto di Vespa, le tensioni sono esplose dopo un botta e risposta tra Provenzano e il capogruppo Fdi Lucio Malan. L’uno interrompe l’altro per ‘correggerlo’ e gli rivolge domande. Il conduttore lo stoppa: “scusi Provenzano, lasci parlare”. Quando il dem risponde abozzando un tono scherzoso: “stavamo interloquendo, siamo in uno studio democratico…”, Vespa gli chiede se desideri stare al posto suo e aggiunge: “io mi siedo di là…”. Ma quando Provenzano lo incalza dicendo: “forse dovrebbe sedersi lei dall’altra parte”, indicando il lato destro dello studio, Vespa sbotta, gli punta il dito contro e si fa scuro in volto: “questo non glielo consento. Stia zitto”, intima.










