Fino a non troppo tempo fa si diceva che l’obesità non è una malattia che si diagnostica semplicemente salendo sulla bilancia, perché esistono persone obese con valori ottimali dei parametri metabolici o pressori. Ma molta acqua è passata sotto i ponti, altri studi sono arrivati e si fa indietro tutta: l’obesità è in sé una malattia, anche se pressione, colesterolo o glicemia sono nei range di normalità. Ed è soprattutto il grasso viscerale il responsabile dei malanni, perché è metabolicamente attivo e aumenta le possibilità di insufficienza cardiaca del 69% nelle donne e del 63 negli uomini, oltre a triplicare il rischio di gravi malattie epatiche, come Masld e Mash, strettamente legate ai disordini metabolici.
Ictus, occhio alla bilancia: nei giovani obesi o in sovrappeso il rischio è quasi doppio
07 Aprile 2026
Lo studio - frutto del lavoro di ricercatori dell’Imperial College di Londra, in collaborazione con studiosi di Australia e Stati Uniti – e pubblicato su American Journal of Preventive Cardiology, parte da una constatazione: l’obesità considerata metabolicamente sana riguarda più di 300 milioni di persone nel mondo, circa un terzo di tutte le persone con obesità. Ma questi 300 milioni non possono considerarsi sani proprio per niente perché, come ribadisce Silvio Buscemi, presidente Sio (Società italiana obesità), “anche quando i parametri metabolici sono impeccabili, l’obesità aumenta drasticamente il rischio di malattie gravi rispetto a chi ha un peso nella norma”






