Oggi l’obesità è riconosciuta come una vera e propria malattia cronica, legata non solo all’accumulo di grasso in eccesso, ma anche alla comparsa di disfunzioni nel tessuto adiposo (adiposopatia) che aumentano il rischio di sviluppare disturbi metabolici e cardiovascolari. Dimagrire permette di ridurre la quantità di grasso in eccesso, ma può anche rendere più sano il tessuto adiposo residuo? In effetti, è così, almeno stando ai risultati di una ricerca della University of Southern Denmark appena pubblicata su Nature Metabolism.
Lo studio ha analizzato i cambiamenti che avvengono nel tessuto adiposo umano a livello cellulare e molecolare durante il processo di dimagrimento, studiando campioni provenienti da persone con obesità che si sono sottoposte a un intervento di chirurgia bariatrica per perdere peso. I ricercatori hanno analizzato il tessuto adiposo prelevato in tre momenti chiave: durante la visita in cui è stata autorizzata la chirurgia, in seguito a una perdita di peso moderata ottenuta seguendo una dieta ipocalorica, per diventare idonei per la procedura chirurgica, e quindi a due anni dall’intervento, in pazienti che avevano perso almeno il 20-45% del peso iniziale.
Farmaci per dimagrire, se si smette si ritorna al peso di partenza (e 4 volte più rapidamente)







