La medicina di laboratorio è chiamata a ridefinire il proprio ruolo all’interno del Servizio sanitario nazionale, evolvendo da ambito tecnico-specialistico a vera e propria infrastruttura clinica integrata. È questo il messaggio emerso dalla II Conferenza Strategica della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC), che si è svolta il 25 e 26 marzo a Milano, riunendo professionisti, istituzioni e stakeholder del sistema sanitario.
Un supporto fondamentale
Al centro del confronto, i temi dell’innovazione digitale, dell’intelligenza artificiale, della qualità dei processi e della sostenibilità organizzativa. Un dibattito che ha evidenziato come la disciplina stia attraversando una trasformazione profonda: da un modello orientato ai volumi di prestazioni a uno basato sulla generazione di valore clinico, misurabile in termini di esiti, appropriatezza e supporto alle decisioni. “La medicina di laboratorio rappresenta oggi un’infrastruttura funzionale di valore per il Servizio sanitario”, ha sottolineato la presidente SIBioC Sabrina Buoro. “Il suo contributo è sempre più rilevante nell’integrazione tra dati diagnostici, clinici e di imaging, a supporto della presa in carico del paziente e dello sviluppo della medicina di precisione”.








