Quando si parla di diagnosi che possono cambiare la vita, capire quanto sia evoluto un laboratorio non è un dettaglio tecnico. È qualcosa che riguarda ognuno di noi. Per questo, per quattro giorni, Milano ospita il 10° Congresso Triennale della Società Scientifica SIAPeC-IAP, un appuntamento che riunisce oltre 900 anatomo-patologi da tutta Italia per fare il punto sul presente e sul futuro della disciplina.
Solo il 35% dei laboratori è digitale
In Italia soltanto il 35% dei laboratori di anatomia patologica è completamente digitale e capace di formulare diagnosi direttamente al monitor. Il ‘vetrino digitale’, quindi, non è ancora una realtà garantita su tutto il territorio nazionale. L’ammodernamento delle strutture non può più essere rimandato. Le tecnologie avanzano rapidamente, soprattutto grazie all’Intelligenza Artificiale, e stanno cambiando il lavoro degli specialisti. I referti di anatomia patologica sono diventati un tassello decisivo della pratica clinica, sia per guidare le terapie che per fornire una prognosi precisa. È uno dei temi centrali del congresso SIAPeC-IAP che oggi apre i battenti a Milano.
Il ruolo chiave della medicina di precisione
“Fino a pochi anni fa ci limitavamo a individuare la malattia attraverso analisi di campioni di tessuto e di cellule prelevate dall’organismo”, sottolinea Filippo Fraggetta, presidente della SIAPeC-IAP. “Ora alla patologia siamo in grado di associare tutta una serie di parametri che consentono una maggiore personalizzazione sia della diagnosi che dei trattamenti”. Fraggetta ricorda che la medicina di precisione è già una realtà per tumori solidi e del sangue, patologie infiammatorie croniche dell’intestino, malattie autoimmuni e reumatologiche e trapianti d’organo. Non si tratta più di semplici analisi al microscopio.






