Fino a qualche anno fa il binomio "anatomia patologica" evocava la dissezione dei cadaveri. Ora, invece, al nome di questa branca delle medicina, considerata la pietra angolare per diagnosi e prognosi in ogni ambito, si associa un'altra coppia di parole: intelligenza artificiale. L'applicazione è ormai quotidiana, ma nel prossimi mesi è destinata a intensificarsi ancor più, partendo da un dato imprescindibile: l'IA conta e quantifica molto meglio dell'uomo. Non a caso, quindi, in oncologia si sta rivelando indispensabile, in particolare per quanto riguarda la "profilazione" dei big killer, cioè i tumori alla prostata, alla mammella e al polmone.

L'anatomopatologo, infatti, oggi continua a fare diagnosi, prerequisito per le decisioni terapeutiche, ma soprattutto, grazie appunto all'ausilio dell'IA, identifica all'interno della neoplasia i cosiddetti biomarcatori in grado di indicare quale sarà l'aspettativa di vita del paziente. Inoltre, essendo prognostici, riescono a stabilire le chance di risposta alle terapie che verranno somministrate. Paolo Dei Tos, presidente della Scuola di medicina e chirurgia dell'Università di Padova, nell'Unità operativa complessa di anatomia patologica che dirige nel capoluogo del Santo, è uno dei protagonisti a livello internazionale dell'innovativa modalità di indagare le malattie per dare le risposte più appropriate a seconda dei casi.