Milano, 14 apr. (askanews) – Dalla possibilità di analizzare i tessuti senza distruggerli grazie all’istologia virtuale tridimensionale, alla gestione automatizzata e predittiva dell’insulina nel diabete. Dai sistemi avanzati per misurare l’esposizione individuale agli inquinanti, fino ai dispositivi per la sanificazione continua degli ambienti. Sono i principali esempi della ricerca in tecnologie applicate alla salute, presentati al terzo meeting scientifico di Fondazione Anthem, che si è tenuto al Politecnico di Milano. Una due giorni con al centro i primi risultati del programma, che integra medicina, ingegneria, fisica, informatica ed economia, in termini di brevetti e trasferimento tecnologico.

“Alcuni progetti – ha detto Stefano Paleari, presidente Fondazione Anthem – sono già a livello di paziente, altri sono addirittura in una fase vicina alla commercializzazione nel senso buono del termine. Non solo: quest’anno abbiamo il vantaggio di avere una dimanica internazionale, una rete che abbiamo creato, che oggi ci supporta e ci consente di operare insieme in Europa. Siamo diventati una realtà adulta in pochissimo tempo”.

Si tratta infatti di un lavoro corale di 23 partner tra università, ospedali, Irccs, centri di ricerca e imprese, che coinvolge oggi oltre 350 ricercatori grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale complementare al Pnrr.