Rafforzare il ruolo della medicina di laboratorio all’interno del Servizio sanitario nazionale, dare il proprio contributo per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e promuovere modelli organizzativi e diagnostici sempre più appropriati, innovativi e sostenibili. Sono questi gli obiettivi principali del nuovo Consiglio Direttivo della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio, appena nominato. ce li racconta la presidente Sabrina Buoro, in carica per i prossimi due anni.

Presidente Buoro, anche la medicina di laboratorio sta vivendo una crisi. Come crede che si debba intervenire?

“Oggi assistiamo a una crescente carenza di vocazione, una criticità sulla quale è necessario intervenire con decisione. Senza professionisti motivati, solidi, guidati da competenze scientifiche robuste e da una visione sistemica, la Medicina di laboratorio non è in grado di esprimere pienamente le proprie potenzialità a sostegno di una sanità equa e sostenibile e di una ricerca e sviluppo di qualità. Innovazione tecnologica, applicazioni dell’intelligenza artificiale, metodi diagnostici avanzati e sostenibilità rappresentano sfide centrali per il presente e il futuro del settore, ma devono essere governate da un pensiero scientifico strutturato e da una comunità professionale coesa, capace di orientare l’innovazione garantendo al tempo stesso equità di accesso, sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e modernizzazione nella ricerca e sviluppo. In questo contesto, SIBioC si colloca da sempre come una voce indipendente, metodologicamente solida e saldamente ancorata al metodo scientifico. Proprio per questo, la Società è in grado di offrire un contributo concreto sia ai professionisti che alle istituzioni”.