Al paziente non capiterà più di sentirsi rispondere: «Questo esame non lo facciamo, non abbiamo i reagenti, si rivolga a un altro laboratorio». Quando il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha la delega alla Sanità, ha deciso di rivoluzionare la rete dei laboratori analisi ha pensato di incidere su un accesso più equo alle cure. Parliamo di 36 centri di medicina di laboratorio pubblici operanti in tutto il Lazio e di 11 strutture private accreditate. Un’operazione per migliorare il sistema dei referti e contenere i costi collegati.

Le grandi novità sono tre: l’abolizione di un sistema gerarchico tra laboratori, l’apertura di 23 nuovi ambulatori di Genetica medica (cinque a Roma), e la creazione di un’infrastruttura digitale nuova e unica per tutta la rete regionale che permetterà la gestione centralizzata dei dati: la nostra provetta di sangue avrà un codice a barre univoco leggibile in qualsiasi laboratorio regionale e il nostro referto digitale sarà disponibile in tempo reale nel Fascicolo Sanitario Elettronico dove potrà consultarlo anche il nostro medico di famiglia, o qualsiasi altro medico della regione chiamato a dare un parere specialistico su un caso complesso.