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25 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:05
Dal primo febbraio cambiano le regole per le ricette per le prime visite specialistiche e per gli esami diagnostici nel Lazio e, con esse, si riaccende lo scontro sulle liste d’attesa nella sanità pubblica. La Regione ha deciso di ridurre in modo significativo la validità delle impegnative, legandola in modo più stringente alle classi di priorità indicate dai medici. Una scelta che il presidente Francesco Rocca, che ha mantenuto per sé la delega alla sanità, rivendica come un intervento di “ordine e trasparenza per sfoltire le liste d’attesa”, ma che per molti cittadini rischia di trasformarsi nell’ennesimo ostacolo in un sistema già congestionato, dove le prime disponibilità arrivano spesso nel 2027.
Fino a oggi, infatti, la validità delle ricette era fissata a 180 giorni, indipendentemente dalla priorità. Dal primo febbraio, invece, il quadro cambia radicalmente. Le prescrizioni con priorità Urgente (U), da erogare entro 72 ore, avranno una validità di soli 10 giorni. Quelle con priorità Breve (B), che dovrebbero garantire l’accesso entro 10 giorni, scenderanno a 20 giorni. Per la priorità Differita (D) la validità sarà di 40 giorni per le visite e di 70 per le prestazioni strumentali, contro i 180 attuali. Infine, per la classe Programmata (P), da erogare entro 120 giorni, la validità si riduce a 130 giorni.






