Roma, 9 apr. (askanews) – Cresce il valore aggiunto del settore ristorazione nel 2025, a quota 59,3 miliardi di euro, con un aumento dello 0,5% sul 2024. I consumi hanno toccato quota 100 miliardi di euro, in aumento dello 0,5% sul 2024, ma ancora al di sotto dei livelli pre-Covid (-5,4%). In calo dell’1% il numero delle imprese del settore, a quota 324.436: la contrazione maggiore (-2,2%) si registra nel canale bar, mentre resta sostanzialmente stabile il comparto ristoranti (-0,4% sul 2024), e segna un +3,5% il settore del banqueting e ristorazione collettiva.
Il campanello d’allarme però è sul versante del lavoro, dove si registra la diminuzione dell’occupazione dipendente, che perde oltre 114.000 unità (-10,3%). Inoltre, la produttività rimane una criticità strutturale del settore: rispetto al 2024 cala di un punto percentuale e rimane netta la distanza dai valori di dieci anni fa. E’ quanto emerge dal Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE-Confcommercio, presentato oggi a Roma dall’Ufficio Studi della Federazione.
Sul versante dei prezzi, i listini della ristorazione segnano +3,2% sul 2024. Nel 2025, sottolinea Fipe, è proseguito il processo di adeguamento dei listini conseguente allo shock inflazionistico degli anni post pandemia, sebbene la ristorazione italiana si confermi, da questo punto di vista, tra le più virtuose d’Europa. E sulle prospettive del 2026 pesano i rischi di un nuovo shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente.







