«Il Rapporto Ristorazione 2026 ci restituisce l’immagine di un settore che resiste al rallentamento dell’economia, registrando una crescita del valore aggiunto e dei consumi, a conferma di quanto la ristorazione sia un pilastro irrinunciabile della vita quotidiana degli italiani». Con queste parole Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio sintetizza il peso economico del comparto in occasione della presentazione dell’edizione 2026 del Rapporto. I numeri dell’Ufficio studi della federazione evidenziano un 2025 all’insegna di una moderata crescita ma segnato da parecchie criticità strutturali a cui si sommano le tensioni geopolitiche e l’economia che rallenta.

Il valore dei consumi nel 2025 si attesta a 100 miliardi con una crescita del 3,7% sull’anno precedente ma senza agganciare i livelli pre pandemia. La nota dolente è un certo calo dei volumi delle consumazioni da parte della clientela italiana a causa del calo del potere d’acquisto mentre il contributo dei turisti stranieri è essenziale per riequilibrare la situazione. Comunque i consumi alimentari fuoricasa richiamano una dimensione di socializzazione e convivialità a cui difficilmente si riesce a rinunciare. Si consolida il trend del valore aggiunto, comprende il valore creato dal settore utilizzando materie prime, servizi ecc oltre alla remunerazione del lavoro del personale gli investimenti in conto capitale, che nel 2025 raggiunge i 59,3 miliardi di euro con la crescita reale di mezzo punto percentuale. L’incertezza rende le scelte di investimento più mirate: nel 2025 il 28,4% delle imprese ha realizzato ammodernamenti, il 25,8% li ha in programma nel 2026.