Cresciute con l’illusione post-femminista che la parità passi dal successo, cercano di essere impeccabili. Anche in fatto di estetica e immagine che danno di sé
di Olga Campofreda
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Credo di parlare per tutte le Millennial quando dico che per le donne della nostra generazione il trucco non è mai stato solo un gioco. Più che un divertimento, un passatempo o un trend, infatti, il nostro rapporto con il beauty potrebbe essere riassunto in due parole: efficienza e durata. Cresciute con l’illusione post femminista che parità e indipendenza passassero soprattutto dal successo lavorativo, abbiamo orientato le nostre scelte di makeup verso canoni di estrema presentabilità; così, se qualcuno mi chiedesse di indicare un elemento chiave nel beauty case di tutte noi, non esiterei a parlare del correttore. Dai toni sabbia a quelli rosati, a seconda dell’incarnato, questo oggetto quasi magico non manca nell’arsenale di nessuna. Nemico delle imperfezioni, fustigatore di errori, il correttore risponde a una ricerca tutta generazionale di impeccabilità, che si è evoluta poi, con l’arrivo di Instagram e delle Kardashian, in pratiche come quella del baking e del contouring.
Ma di cosa parliamo esattamente? Si tratta, in entrambi i casi, di strategie di perfezionamento adottate nel tentativo di tenere il passo con la propria immagine online, aiutata da filtri bellezza o da vere e proprie app come Facetune. La tecnica del baking, pensata per levigare e fissare la base del trucco, prevede l’applicazione di un generoso strato di cipria in polvere sopra il correttore o il fondotinta, lasciandola riposare sul viso per un periodo che va dai 3 ai 10 minuti. Durante questo tempo, il calore naturale della pelle “cuocerebbe” – baking significa letteralmente “impastare dolci” – il trucco sottostante, fondendo il correttore con la pelle e sigillandolo perfettamente nelle pieghe e nei pori. Il contouring, invece, ispirato alle star del cinema degli anni 20 e 30, utilizza il gioco di luci e ombre per definire, esaltare o modificare otticamente i volti. In questo caso, se da un lato i toni scuri vengono usati per rimpicciolire, scavare o definire (naso, linea mascellare), i toni chiari servono a creare volume (fronte, zigomi).






