Un’agenda piena di nomi, numeri di telefono e cifre, presumibilmente somme di denaro. È questo il nuovo elemento chiave emerso nell’inchiesta sul cimitero degli orrori di Scossicci, dove sono stati ritrovati i resti di 55 cani. Un dettaglio che potrebbe trasformare radicalmente il quadro investigativo, aprendo a uno scenario ancora più ampio e strutturato.

Cimitero degli orrori di Scossicci, l’ombra dello “smaltitore seriale” di cani: cacciatore indagato

Secondo quanto trapela, il quaderno – sequestrato durante la perquisizione a casa del 53enne di Loreto già indagato – non era nascosto, ma conservato tra gli effetti personali dell’uomo insieme ad altri documenti. Una circostanza che sorprende gli investigatori, soprattutto alla luce della forte esposizione mediatica del caso, che da settimane faceva intuire come il responsabile potesse essere nel mirino dei Carabinieri Forestali. Si aspettano nelle prossime ore le prime convocazioni in caserma degli ipotetici clienti annotati a mano dall’indagato.

Nomi, cifre e cani “fantasma”

Le pagine dell’agenda conterrebbero una lista dettagliata di contatti e importi che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere collegati a pagamenti. Non semplici annotazioni, ma un elenco che ora verrà incrociato con i dati dell’anagrafe canina. È proprio da questo confronto che potrebbe emergere uno degli elementi più delicati dell’indagine: eventuali discrepanze tra animali registrati come vivi e la loro effettiva scomparsa. In assenza di certificazioni ufficiali di morte, quei vuoti amministrativi rischiano di trasformarsi in indizi concreti, capaci di collegare i nominativi annotati a una possibile cessione degli animali al 53enne.