Da almeno due anni qualcuno potrebbe aver trasformato un canalone vicino all’autostrada A14, in una discarica a cielo aperto di animali morti. Il cimitero degli orrori di Scossicci, scoperto poco più di un mese fa tra Porto Recanati e la zona industriale della Nuova Pignone, continua a scuotere il territorio marchigiano. Sono saliti a 55 i corpi di cane, oltre a quello di un gatto, recuperati dai Carabinieri Forestali del Conero nella vegetazione: un’indagine complessa, coordinata dalla pm Stefania Ciccioli della Procura di Macerata, mentre le prime verifiche investigative sono state a 360 gradi, virando nell’ultimo periodo verso il mondo degli allevamenti e dei cani da caccia.

Cimitero degli orrori del Maceratese, scoperti altri cadaveri di cane: sale a 45 il bilancio dei morti

13 Febbraio 2026

L’indagine coordinata dalla Procura

Secondo quanto riportato da Osimo Oggi, i Carabinieri Forestali hanno depositato una prima relazione investigativa in Procura. Il fascicolo resta formalmente contro ignoti, ma una delle piste più concrete riguarda il mondo degli allevamenti e dell’addestramento dei cani da caccia tra le province di Macerata e Ancona. Archiviate ipotesi investigative che andavano dai combattimenti fra cani ai riti satanici fino allo smaltimento illegale di carcasse, secondo le indiscrezioni gli animali ritrovati potrebbero essere cani “scartati” dall’attività venatoria, in pratica quattrozampe considerati non più idonei ad affiancare i cacciatori nella loro attività. In una ricostruzione, ancora tutta da verificare, alcuni soggetti – come addestratori o ex allevatori – potrebbero aver preso in carico animali ritenuti difficili da addestrare o non più funzionali alla caccia. Nei casi più problematici, invece di rieducarli o ricollocarli, gli animali sarebbero stati uccisi.