Non solo un’indagine per maltrattamento e uccisione di animali, ma un impianto accusatorio che potrebbe tradursi in una delle più pesanti contestazioni penali mai viste in casi simili. Il filone investigativo sul cimitero degli orrori di Scossicci – dove sono stati trovati i resti di 55 cani – si arricchisce ora di una valutazione giuridica che apre scenari estremamente severi per il sicario, ma anche per i proprietari dei cani ritrovati lungo la scarpata dell’A14 tra Porto Recanati e Loreto. A tracciare il quadro, in esclusiva per La Zampa, è l’avvocato Giada Bernardi, fondatrice dello Studio Legale GiustiziAnimale, che analizza la posizione dell’indagato e le possibili responsabilità anche di chi avrebbe consegnato gli animali.
Il lungo viaggio alla ricerca della felicità del cane Dolly, finito al meglio anche grazie a La Zampa
11 Aprile 2026
Lo “smaltitore seriale” e il sistema dei contatti
Le valutazioni legali si inseriscono in un’indagine che, negli ultimi giorni, ha preso una direzione più ampia anche grazie al ritrovamento del quadernino già al centro degli accertamenti: un’agenda con nomi, numeri e somme di denaro che potrebbe rivelare una rete di rapporti, nonché “una molteplicità di reati”. Il documento, secondo quanto emerso, non sarebbe un semplice promemoria ma una possibile traccia di contatti reiterati nel tempo, con annotazioni che gli investigatori stanno incrociando con movimenti, segnalazioni e anagrafe canina per individuare tutte le persone coinvolte.






