CHIOGGIA (VENEZIA) - È da undici anni che la signora K. vede violare la tomba della mamma deceduta nel 2014. Oggetto dell’oltraggio anche la tomba del marito e quella del papà, per vandalizzare la quale il persecutore si deve servire di una scala, trattandosi del loculo posto sulla parte più alta del blocco. La signora ha scritto un biglietto e lo ha attaccato con più giri di nastro adesivo sulla lapide della tomba della mamma per essere certa che non vada tolto. «Hai finito? - recita - È undici anni che non lasci in pace mia mamma. Vergognati. So chi sei».
La signora sa chi di chi si tratta, chi è la persona che a fasi alterne oltraggia la tomba della mamma, ma non ha intenzione di denunciarlo, non con nome e cognome. Il presunto vandalo ha a suo carico due denunce contro ignoti. La signora è convinta che si tratti di una persona di famiglia che da 11 anni si sta accanendo contro la memoria delle persone a lei care per una questione di eredità. «Una cosa di poco conto, era stato diviso tutto. So che è lui, non si tratta di semplici atti di vandalismo, dietro a tanto accanimento, per lui c’è una motivazione. È stato anche riconosciuto, ma io non faccio il nome». Ogni mattina quando si reca al cimitero di Borgo San Giovanni per salutare i suoi familiari K. teme quello che può trovare. Anche ieri mattina il cuore in legno che posa tra i fiori era rotto.







