MAROSTICA (VICENZA) - Sulla giacca bianca, all'altezza del fianco sinistro, le tracce di sangue disegnano l'impronta di una mano: si possono scorgere le cinque dita. E lo stesso sul fianco destro, un po' più in basso, e sulle maniche all'altezza dei gomiti. Le chiazze di sangue ormai secco raccontano la disperazione della donna che sabato sera è stata aggredita dall'ex marito nella sala slot di Marostica, durante il turno di lavoro.

Gli aloni ormai rosso bordeaux evocano il suo terrore perché i vestiti presi in esame sono quelli dell'unica persona che l'ha aiutata, la donna a cui lei stessa si era aggrappata implorando protezione. E allora osservando quella giacca bianca si può facilmente immaginare la scena: la vittima che dopo aver ricevuto decine di coltellate si aggrappa alla cliente del locale, nascondendosi dietro di lei per sopravvivere alla furia dei colpi. Sono le scene che la cinquantenne Roberta non dimenticherà mai. Eccoli quindi i suoi vestiti di sabato notte, nelle foto che anche i carabinieri di Vicenza e Bassano hanno acquisito per istruire il fascicolo sul tentato omicidio. «Avevamo appena parlato del mio completo bianco, e un attimo dopo mi sono ritrovata con il suo sangue addosso», continua a ripetere Roberta. Perché è così che è andata. Una donna di 42 anni di Romano d'Ezzelino stava lavorando come cameriera in questa sala slot nel centro di Marostica, poco distante da piazza degli Scacchi, quando nel locale ha fatto irruzione il suo ex marito. Una storia travagliata la loro, con violenze domestiche denunciate fin dal 2015. Lei ha trovato il coraggio di denunciarlo e soprattutto di lasciarlo. Lui, invece, ha continuato a tormentarla e sabato notte è andato a cercarla sul posto di lavoro. Era completamente fuori controllo. Teneva stretto in pugno un coltellaccio da cucina. Subito si è avventato su lei e ha iniziato a colpirla in faccia, sulle braccia, all'addome. Nel tentativo di difendersi lei è caduta e, anche in quel frangente, lui ha continuato a prenderla a pugni.