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8 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 20:16
Uno scaricabarile sul mancato finanziamento del docufilm su Giulio Regeni, farcito da retorica. Poi, silenzi e niente risposte di fronte alle domande dei cronisti, fuori dall’Aula. “Non condivido la scelta, ma la commissione è indipendente“, si è difeso alla Camera dei deputati il ministro della Cultura Alessandro Giuli, nel corso dell’interrogazione del gruppo Pd a Montecitorio sul caso dell’esclusione de “Tutto il male del mondo” dai fondi erogati per il 2026 (al contrario, tra le altre opere promosse, di una produzione sulla vita di Gigi D’Alessio e una sul ‘re delle fettuccine‘).
“Quanto al mio giudizio sulla tragica vicenda di Giulio Regeni, faccio mie le parole del presidente del Consiglio, il quale ha ribadito che il Governo non ha interrotto e non intende interrompere la ricerca della verità. Ma proprio per rispetto della memoria, è necessario attenersi ai fatti”, ha rivendicato Giuli sul caso del ricercatore italiano, sequestrato, torturato e ucciso in Egitto dieci anni fa. Parole, quelle di Giuli, negli anni smentite dai fatti, tra sfilate di ministri del governo Meloni al Cairo, accordi commerciali e patti militari con l’Egitto e cooperazione con la sua polizia, come più volte denunciato dalla stessa famiglia.











