“Non condivido né sul piano ideale né su quello morale” la scelta della Commissione selettivi sul docu-film su Regeni “ma non è frutto di scelta politica: il ministero non può intervenire senza violare il principio di terzietà” Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rispondendo alla Camera all’interrogazione del Pd sull’esclusione del documentario su Regeni dai contributi per il cinema. “Attribuire al ministero una volontà di censura è una rappresentazione priva di fondamento: il tragico caso di Giulio Regeni ha una rilevanza politica, sociale e culturale che prescinde da qualsiasi prodotto audiovisivo lo riguardi”.
In passato nessuna polemica per richiesta analoga
“È significativo che il progetto sia stato valutato in due annualità diverse e da Sezioni diverse della Commissione. Questo conferma che ci troviamo di fronte a un giudizio tecnico reiterato nel tempo che, come sapete, non condivido né sul piano ideale né sul piano morale”, ha sottolineato ancora Giuli nel suo intervento relativo al documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo”. Dopo aver rivendicato il rispetto dei principi di terzietà imposti dall’ordinamento italiano, Giuli ha osservato che “a fronte del primo mancato finanziamento nel 2024, non risultano essersi sviluppate polemiche pubbliche di analoga portata, e su questo vi invito a riflettere. Il caso è stato trasformato in terreno di scontro politico-mediatico soltanto dopo il secondo esito negativo, pur in presenza della stessa cornice normativa precedente”.










