Roma, 8 apr. (askanews) – “I contributi selettivi previsti dalla legge del 2026 non sono attribuiti sulla base di valutazioni politiche, ma all’esito di una procedura tecnica, pubblica e predeterminata. Essi sono assegnati sulla base di bandi e vengono valutati da una Commissione composta da 15 esperti, articolata annualmente in sezioni, con un criterio di rotazione, proprio per garantire l’imparzialità, la trasparenza e l’oggettività delle valutazioni. I criteri di valutazione sono stabiliti dal bando e riguardano profili tecnico-artistici e produttivi ben definiti”.

Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rispondendo a un’interrogazione alla Camera sull’esclusione, da parte di una commissione ministeriale composta da esperti del settore, del docufilm “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” di Simone Manetti, dalle produzioni beneficiarie di finanziamenti pubblici selettivi.

“Nel caso del documentario in questione ‘Giulio Regeni- Tutto il male del mondo’ – ha proseguito Giuli – una prima domanda di contributo selettivo era stata presentata nel 2024 e non aveva ottenuto il contributo richiesto, non avendo raggiunto la soglia minima di punteggio prevista dal bando. Una nuova domanda, per il medesimo importo, è stata poi presentata nel 2025 e anche in questo caso il progetto non ha raggiunto il minimo punteggio”.