Le cinque più grandi associazioni di pazienti che si occupano di tumore ovarico, e i gruppi scientifici MITO (Multicenter Italian Trials in Ovarian cancer and gynecologic malignancies) e MANGO (Mario Negri Gynecologic Oncology) lanciano, tutti insieme, una campagna unica nel suo genere, che ha un primo obiettivo politico: quello di far diventare la cura di questa neoplasia una priorità delle agende istituzionali. E il nome dell’iniziativa non poteva essere più evocativo: “Insieme di insiemi”.
Una visione unitaria
“Insieme alle associazioni con cui collaboriamo da tanto tempo, crediamo che sia necessaria un’organizzazione istituzionale”, dice Sandro Pignata, Direttore della divisione di oncologia medica del dipartimento di Uro-ginecologia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Napoli e fondatore del Gruppo MITO. Sappiamo che la prevenzione oggi è possibile, seppur difficile, almeno per quel 20% di casi che ha una base ereditaria e per cui oggi abbiamo degli strumenti. Sappiamo che servono criteri chiari per definire quali centri possono prendere in cura le donne con tumore ovarico e che bisogna combattere la frammentazione del Paese: “Questa patologia - prosegue - richiede una visione unitaria. Non è accettabile, per esempio, che solo 8 regioni abbiano un Pdta (percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale, ndr.) per i tumori eredo-familiari. Grazie a questo strumento abbiamo potuto salvare tante vite: perché non deve essere presente anche nelle altre regioni? Gli obiettivi non sono impossibili se c’è la volontà di raggiungerli, ma abbiamo bisogno di un piano da seguire nei prossimi anni”.







