(di Manuela Correra)
Riparte la stagione dei rinnovi contrattuali nella sanità.
Dopo il via libera lo scorso febbraio alla firma definitiva del contratto dei medici 2022-2024 - che ha portato a 491 euro di aumento lordo mensile da marzo - è ora ai nastri di partenza il tavolo per il nuovo accordo 2025-2027, fortemente atteso dalla categoria perchè affronterà i nodi legati, questa volta, alla parte normativa, a partire dalle carriere e le condizioni lavorative. Ma i sindacati avvertono: "Non accetteremo alcun accordo al ribasso". A ripartire sarà anche la contrattazione per il comparto sanità, che riguarda in totale oltre 500mila lavoratori. Intanto, il 17 aprile scenderanno in piazza i lavoratori della sanità privata, senza rinnovo contrattuale da 8 anni, e da 14 ani nel caso dei dipendenti delle Rsa.
L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) ha infatti convocato le organizzazioni sindacali per il 22 e il 29 aprile prossimi. "Con queste convocazioni - spiega il presidente Aran, Antonio Naddeo - apriamo una fase nuova per la gestione del personale della sanità pubblica. Dobbiamo costruire con i sindacati un contratto che dia risposte concrete a chi ogni giorno garantisce servizi essenziali ai cittadini: più attenzione alle condizioni di lavoro, più valorizzazione delle competenze e un'organizzazione capace di sostenere davvero il cambiamento. La sfida è rafforzare il Servizio sanitario nazionale partendo dalle persone". Per il comparto Sanità, che coinvolge circa 593mila dipendenti, l'incontro è fissato per il 22 aprile.






