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18 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 19:59

La maggioranza dei sindacati ha firmato. Dopo mesi di trattative, è stata raggiunta la pre-intesa per il rinnovo del contratto nazionale del comparto Sanità, relativo al triennio 2022-2024, nonostante il parere negativo di Cgil e Uil. L’accordo entrerà in vigore in autunno, dopo le verifiche finali sul testo, e coinvolgerà oltre 580mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico. Prevede uno stanziamento complessivo di circa 1,78 miliardi di euro, con un aumento medio di 172 euro lordi al mese per tredici mensilità, pari a un incremento del 6,8% degli stipendi. Oltre agli aumenti, sono previste indennità specifiche: 175 milioni per il pronto soccorso, 35 milioni per la specificità infermieristica e 15 milioni per la tutela del malato. Il nuovo contratto introduce anche tutele aggiuntive per chi lavora nei pronto soccorso, in particolare in caso di aggressioni: patrocinio legale, supporto psicologico e la possibilità per l’azienda sanitaria di costituirsi parte civile nel processo.

La preintesa è stata sottoscritta da Fials, Cisl e Nursind, a cui si è aggiunto Nursing Up, finora sempre schierato con Cgil e Uil. Queste ultime due sigle hanno invece confermato il loro no all’accordo, definito una “svendita dei professionisti sanitari”. Nonostante alcuni ritocchi finali, l’impianto del contratto è rimasto sostanzialmente quello che aveva portato allo stop delle trattative a gennaio. Ma rispetto a sei mesi fa, il cambio di posizione di Nursing Up ha spostato gli equilibri, dando la maggioranza alla corrente che spingeva per la firma. A convincere Nursing Up sono stati in particolare gli aggiustamenti su due punti: l’ampliamento della platea per le progressioni nella quarta area e la nuova regolamentazione dei turni per il personale over 60.